Pasta Book – Rome Sustainable Food Project

(Sabato 23 novembre alle 11.30)

Pasta

Sabato 23 novembre alle 11.30 l’American Academy in Rome presenta il libro PASTA scritto dallo Chef del Rome Sustainable Food Project Chris Boswell insieme ad Elena Goldblatt e con le bellissime foto di Annie Schlecther.

L’accuratissimo volume racchiude tutti i segreti della pasta secca, fresca e ripiena, ogni tipologia di sugo e condimento, versioni vegetariane, con carne, pesce, uova e formaggio.

Il libro PASTA segue il metodo che lo Chef  Chris Boswell utilizza alla American Accademy in Rome per insegnare ai suoi studenti, dalla ricetta più facile a quella più difficile, passando allo step successivo solo dopo aver superato la prova precedente.

Sono 261 pagine densissime dove vengono analizzate tutte le tecniche di preparazione, la scelta degli ingredienti, il glossario dei termini più usati.

Sabato, subito dopo la presentazione, seguirà alle ore 13 un pranzo a buffet per assaggiare alcune delle ricette del libro preparate con la pasta DELVERDE e con pasta fatta a mano, accompagnate da un contorno dell’orto dell’Accademia, dolci al cioccolato AMEDEI e tanto buon vino della cantina TASCA D’ALMERITA .

Il costo del pranzo è di 35 Euro (45 dollari). Mentre non è previsto nessun costo per partecipare alla presentazione del libro (ma la prenotazione è obbligatoria).

IL MENU:

  • Linguine alla Puttanesca in Bianco – Linguine with “White” Puttanesca Sauce
  • Penne alla Checca – Penne with Tomato Sauce, Fennel, and Pecorino
  • Fusilli con Pesto di Cavolo Nero – Fusilli with Kale Pesto
  • Fusilli alla Pecorara Romana – Fusilli with Guanciale, Sheep’s Milk Ricotta and Black Pepper
  • Cavatelli al Pomodoro Fresco – Cavatelli with Fresh Tomato Sauce
  • Spaghetti alla Chitarra alla Pecorara Abruzzese – Guitar String Spaghetti with Ragù Abruzzese

E forse un’altra cosina… più:

  • Insalata del nostro orto – Garden lettuces from the Bass Garden
  • Torte al cioccolato di Amadei – Amadei Chocolate Tart
  • Caffè e ammazza caffè

La prenotazione e il pagamento devono essere effettuati in anticipo perché i posti sono limitati, potete farlo ORA cliccando qui.

MERCATINO

Oltre al libro PASTA sarà inoltre possibile acquistare altri prodotti preparati dal RSFP e dai nostri generosi sponsor (cestini natalizi, mandorle, marmellate, biscotti, granola, peperoncino, olio, vino, pasta, riso, canovacci, grembiulI, felpe, sacchetti di lavanda, caffè).

Trovate molte foto dei prodotti in vendita su questa bacheca PINTEREST che abbiamo realizzato per voi.

Se ancora non conoscete il Rome Sustainable Food Project è un buon momento per incontrare in carne ed ossa i suoi protagonisti.

Ecco intanto un VIDEO saluto per voi dallo CHEF  Chris Boswell

Tutto il ricavato sarà devoluto a favore del Rome Sustainable Food Project.

Per info potete rivolgervi a Tina Cancemi tel 06-5846-456, t.cancemi@aarome.org

La Stampa può scrivere a noi di Food Confidential: press@foodconfidential.it

Vi aspettiamo sabato all’ American Accademy in Rome via Angelo Masina 5 ore 11.00

La Redazione di Food Confidential

[fonte: http://www.foodconfidential.it/pasta-rome-sustainable-food-project/]

Frizzanti e contenti. Bollicine per le feste

invito 2012

Novembre, ancora autunno, ancora tempo di guide. E visto che l’inverno si avvicina e con esso i festeggiamenti tra i più importanti dell’anno, ecco arrivare questa utile guida alle bollicine italiane per brindare dalla vigilia di Natale fino alla Befana ed oltre, per preparare frizzanti aperitivi e, perché no, per accompagnare cene e cenoni dall’antipasto al secondo affiancandole a sapidi crostacei ed anche a corposi cotechini.

All’evento di presentazione di questo nutrito manuale che elenca e descrive ben 846 etichette sono stato sabato scorso in quel del Grand Hotel Excelsior di via Veneto (qualcuno si ricorda ancora Mastroianni seduto a bere Champagne al Café de Paris con la sinuosa Ekberg?). Giunto in un momento di folla sgomitante (“scusi, dove ha preso quella fettina di prosciutto”, mi fa una trafelata signora sulla 70ina) e vedendo una Black Mamba defilarsi verso l’uscita a grandi balzi, stavo quasi per deporre le armi. Confortato poi da un sorridente Pagano e da paio di calici di bollicine d’Oltralpe (eh si, c’erano anche i francesi!), torno subito in thread e mi tuffo nel bel mare delle bolle italiane, facendo il giro d’Italia.

Ed il naufragar m’è dolce in questo mare! E’ facile perdere la rotta, tanti sono i prodotti ben realizzati ed adatti a mille occasioni e non mancano i “fari” che guidano la rotta verso porti sicuri e baie dove ormeggiare a lungo. E così, attraversato il vasto, morbido – ed a tratti zuccherino – oceano del Prosecco, veleggiando dai Brut agli Extra Dry ai Cartizze, da Bellenda a Carpenè Malvolti a Valdo, con delle interessanti deviazioni friulane sempre da uve Prosecco o da Ribolla Gialla, Pinot Nero e Chardonnay di Collavini, Puiatti e Livon, mi spingo più a nord verso le terre altoatesine e trentine dove provo, nella prime, Haderburg e due intelligenti etichette di Kettmeier e nella seconda alcuni Trento DOC molto buoni da Wallenburg a Cesarini Sforza a Letrari sino all’immancabile Ferrari con uno spettacolare Perlé Nero (opinabile il dover lasciar fuori il Giulio Ferrari perché non appartenente a nessuna classificazione “legislativa”, ma tant’è).

Avvisto quindi la Franciacorta, l’altro grande ed importante “mare” di produzione di vini frizzanti italiani. In questo territorio in appena un ventennio i produttori hanno saputo ben valorizzare le loro opere (ed in certi casi proprio di opere d’arte si tratta) dove le uve a bacca bianca dello chardonnay la fanno da padrone, affiancate dal Pinot Nero (che recentemente ha dato vita anche ad una denominazione detta “Cruasé” sotto la quale si producono eleganti bollicine rosate). E così vedo veleggiare sicuri ed imponenti nomi come Ca’ del Bosco, Berlucchi, Ferghettina, Cavalleri, Majolini, Bellavista, Contadi Castaldi affiancati da tanti altri meno conosciuti ma non meno validi.

Arrivo quindi in Piemonte dallo storico marchio Gancia che con il suo prestigioso Alta Langa Riserva Cuvée 60 2005 (60 mesi sui lieviti) si becca il massimo riconoscimento della guida, le “cinque sfere”. Assaggio un buon rapporto qualità/prezzo, la Cuvée Aurora Brut 2005 di Vigne Regali – Banfi (possedimenti piemontesi della più famosa Castello Banfi) e poi i miei due vini overthetop della serata: entrambi di Soldati La Scolca, il Gavi Brut 2004 e il Riserva d’Antan Brut 1999 che, a dispetto del nome, è un vino modernissimo ma prodotto con tecniche d’altri tempi (dodici anni di sosta sui lieviti!). Affascinanti!

IMG_3797IMG_3799

Il Centro-Sud è secondo al Nord d’Italia solo in quanto a numeri, vista la bassissima produzione di bollicine: ma per far fronte a questa carenza il campo da gioco diventa la qualità e non mancano quindi prodotti di buon livello. A me è piaciuto tanto il trio dell’umbra La Palazzola-Grilli, trio formato da un Riesling Brut 2007, un Rosé Brut 2009 ed un Trebbiano Brut 2009 prodotti tutti con metodo “ancestrale” (che prevede una rifermentazione in bottiglia che avviene spontaneamente in primavera, all’innalzarsi delle temperature). Tre vini molto buoni – ottimo il Riesling – da far invidia anche ad altri in fasce di prezzo più alte (qui siamo poco sopra i 15€).

Interessanti i Brut di Sergio Mottura e Marco Carpineti nel Lazio, rispettivamente da Chardonnay e Bellone in purezza, emozionanti il Brut ed il Brut Rosé di Marramiero in Abruzzo, entrambi assemblaggio di Pinot Nero e Chardonnay.

Approdo ed ormeggio definitivamente nel Sud e nelle isole con La Stipula Brut 2009 di Cantine del Notaio (Basilicata, uve Aglianico 100%), il Salice Salentino Five Roses Rosé Brut di Leone De Castris in Puglia (Negramaro), il Contea di Sclafani Almerita Brut 2008 ed il Brut 2008 di Murgo (da Nerello Mascalese) ed il Torbato Terre Bianche Brut delle Tenute Sella&Mosca che al prezzo di soli 9€ rallegrerà tavole familiari non troppo esigenti.

Insomma, guida alla mano, ora avete centinaia di bollicine italiane fra cui poter scegliere per passare le vostre feste (e quello che altro vi pare!).

I miei personali consigli per il consumo sono:

  • aperitivo con snack, olivette e patatine: orientatevi su Prosecco Veneto o Ribolla Gialla friulana;
  • aperitivo più “di classe”, entrée, antipasti: Franciacorta a gogò;
  • a tutto pasto: Trento DOC di buon livello o ancora Franciacorta;
  • feste in famiglia: bollicine non pretenziose dal Centro-Sud;
  • feste con amiche: Cruasé (o altre bolle rosa)
  • occasione importante, meditazione, magic moment (ma solo con un partner vero intenditore!): Riserva del Fondatore Giulio Ferrari, Perlé Nero sempre di Ferrari, Soldati-La Scolca (d’Antan ’99 o Brut 2004), Cuvée Annamaria Clementi Rosé Brut 2003;
  • oppure liberate la vostra fantasia e sbizzarritevi in abbinamenti inediti!

Senza tralasciare i dovuti apprezzamenti agli editori della guida per l’immane e prezioso lavoro svolto, termino con una osservazione: in tempi moderni come i nostri, comunicare ancora il vino, in special modo le sensazioni olfattive, con elementi quali “macchia montana, cipria, mughetto, ortica, gardenia, grafite, ambra, pietra focaia, pietra pomice, selce, salgemma, bergamotto, kumquat, mandorla pralinata/confettata, melissa, zenzero candito, pasticceria mignon con crema e glassa al frutto, crosta di pane di Genzano, limone in foglia (?!?), kiwi in gelatina…” o proporre abbinamenti a piatti come “scaloppa di tonno in panure aromatica di pistacchi e buccia di limone, con un purè di patate allo zenzero”, non potrebbe produrre l’effetto di allontanare molti, anche estimatori ed appassionati, da un certo mondo che invece è fatto di piacere e condivisione? Non sarebbe più proficuo utilizzare una terminologia generica più aperta e comunicabile al grande pubblico? Cui prodest hoc horribile bellum? (quanti hanno capito quest’ultima frase? ha senso parlare ancora latino nel 2011?).

Alla salute! Per oggi dal vino è tutto, alle prossime bevute.

SPARKLE – Bere spumante 2012 – Cucina&Vini ed. – €15

Maurizio La Rocca

Umbria 3×3 (tre chef per tre menu)

Un Ponte. L’autunno. Un giro in Umbria. Niente di più da dire che una macchina in moto, occhi per guardare, naso e bocca per gustare, scarpe per passeggiare in riva al lago, in mezzo al bosco e… parcheggiare i piedi sotto delle buone tavole.

1° giorno, Civitella del Lago. Qui il tempo si è fermato.

Si cena:
(menu “La Tradizione” – 35€)
Faraona farcita con patate mantecate all’olio, insalatina di campo e agrumi
Umbrichelli al pepe con porri stufati al latte, guanciale croccante e nocciole
Agnello farcito con funghi di stagione e hamburger di spalla
Flan caldo di cioccolato Tainori, gelato di pere

Si beve:
(percorso di vini in abbinamento – 15€)
Alta Langa DOC Cuvée Aurora Millesimato Metodo Classico – Vigne Regali Banfi
Friulano 2009 – Villa Russiz
Prova d’Autore 2008 – Roccafiore
Pineau des Charentes

2° giorno, Baschi. “Guarda papà, questo è l’autunno”

Si pranza:
(menu “D&D – Domenica e Domeniche” – 70€)
Ostrica con limone candito, spugnola
Cotto di Praga, caprino e lenticchie
Astice marinato alla menta, spuma di patate viola e pomodorini canditi, salsa di cacio e pepe
Capellini con cipolla, mentuccia e groviera, foje-gras
Agnello al forno alla liquirizia con melanzane alla parmigiana e mirepoix di cappesante al burro di fragole
Ravioli con ripieno di carbonara, guanciale croccante, salsa di burro alla pesca (extra)
Focaccia pomodori e cipolle (extra)
Tartelletta di fondente al profumo di cocco con gelato di wafer al pistacchio, more e gianduia al sale
Piccola Pasticceria, Caffè illy e Praline

Si beve:
(vini – un calice 10€ca)
Riserva del Conte Fondatore – Trento DOC – Wallenburg
Barricoccio – Val di Cornia Suvereto, Sangiovese DOC – Fratelli Muratori (Tenuta Rubbia al Colle)
Giardini Arimei – Passito secco dell’isola d’Ischia – Fratelli Muratori (Tenuta Giardini Arimei)

Si curiosa in casa d’altri

3° giorno, Orvieto. Incontri che non ti aspetti: Luca Fratini (WSET & Master of Wine).

4° giorno, vicino Montecchio. Il foie gras che ti commuove (grazie Salvo!).

Si mangia:
(menu “La Terra” – 50€)
Crema di lenticchie e melograno
Flan di funghi porcini in zabaione di Testun di capra
Tortelli di patate con salsa cremolata al parmigiano, tartufo nero e riduzione di vin brulé
Carrè di agnello al rosa con pure di pere cotogne e salsa di mirtilli
Foie gras su bruschetta con salsa Perigord e finocchi (extra, e che extra!)
Tiramisù spumoso con cristalli di sale Maldon e caffè espresso
Mousse di zucca gialla e amarette al pepe nero
Coccole finali

Si beve:
[bollicine offerte]
Il Bruciato 2009 – Bolgheri DOCG – Tenuta Guado al Tasso
Muffa Nobilis – Palazzone

Un grande grazie a tutti gli osti che ci hanno abbondantemente e goduriosamente sfamato: un grazie alla loro ospitalità, un grazie per averci aperto le porte delle loro cucine, delle cantine e averci accomodato alle loro tavole. Un grazie ai vignaioli che hanno prodotto i vini con cui ci siamo dissetati. Un grazie particolare per il pane e per l’acqua che spero non manchino mai sui nostri deschi. Un grazie a mia moglie, a mia figlia ed agli amici che hanno la “pazienza” di accompagnarmi in queste imprese. Grazie a tutti.

SUGGERIMENTI:

mangiare
Paolo Trippini
Via Italia 14
Civitella del lago (TR)
tel. 0744950316

Gianfranco Vissani
S.S. 448 Todi – Baschi Km 6,600 (Terni)
tel. 0744950206

VINOSUS
piazza del Duomo, 15
Orvieto (TR)
tel. 0763341907

Salvo (Cravero) & Sara
presso Locanda Il Fontanile
Via Teverina, 3 – 05020 Montecchio (TR)
tel. 0744951024

andar per cantine
Azienda Vinicola Falesco

Località San Pietro sn
05020 MONTECCHIO (TR)
tel. 07449556

Azienda Agricola Palazzone
Loc. Rocca Ripesena, 68
05010 Orvieto (TR) Italy
tel. 0763344921

Azienda Agricola Barberani
Loc. Cerreto
05023 Baschi (TR)
tel. 0744950113

Maurizio La Rocca
foto M. La Rocca

La crisi? Affrontala con il Barolo!

Nebbie. Dolci colline verdi digradanti ed ascendenti. Chiome di alberi che si inseguono nelle valli, si nascondono e riemergono più avanti. Nobili castelli, casali, tenute, poderi tra i
quali si è fatta parte della storia d’Italia. Vigneti. Lunghi filari paralleli di viti che si rincorrono su quei dolci clivi a disegnare sinuose curve e longilinee rette che sembrano non avere mai fine. Nebbiolo. Grappoli neri che pendono umidi al mattino da quei filari.
Ecco, è qui tra queste terre, in questo terroir, da queste piante che nasce il vino dei re, il re
dei vini: sua maestà il Barolo.
E proprio di un Barolo tra i più nobili leggevo recentemente qualcosa di evocativo, che ho apprezzato perché scritta da qualcuno che di vini certamente se ne intende e che dall’alto della sua età (ops, pardon! è reverenziale) può trasmettermi frammenti di storia, di abitudini, di usi, di sapori e profumi che io non ho mai sentito. Avviene quindi che, alcuni giorni or sono, con quel Monfortino in testa, memore del “fiato del Barolo” come lo descriveva Veronelli, mi avvio verso la grande degustazione dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, degustazione dove si possono assaggiare tutti i vini d’Italia che hanno ricevuto i massimi punteggi per la guida in questione.
E siccome proprio un Barolo, il Monfortino Riserva 2004 di Giacomo Conterno, era tra i
quattro vini elevati nell’empireo dei non-plus-ultra dalle maggiori guide italiane del settore,
proprio lui era il mio obiettivo principale. Mappa alla mano, entro nel salone Blu, piano
terra. Velocemente individuo i banchi dell’Alto Adige, li supero con velocità centometristica
dribblando una cinquantina di bicchieri roteanti, ed ecco inizia la zona Piemonte (l’emozione sta salendo): Abbona… Borgogno… Braida… Cavallotto… Conterno! Giacomo!
Il cuore batte nella trepida attesa di vedere quella bottiglia. Gli occhi la cercano sul tavolo,
ma non la scorgono. “Buonasera. Potrei assaggiare il Monfortino 2004?”. “Buonasera a lei.
Mi dispiace ma quello non lo hanno inviato”. Il cuore si ferma. Dopo essermi riconsolato
con un Ginestra Riserva 2005 e un Sorì Ginestra 2007 di Paolo Conterno e Conterno
Fantino lì accanto, assalito da atroce dubbio, prendo l’iPhone, apro la app “I Vini d’Italia
2011” de L’Espresso, trovo la Riserva Monfortino (2002) e alla voce ‘prezzo’ leggo : “208€/
240€”. Forse qualche dubbio mi si era sciolto.
Superata la crisi depressiva, se non dopo aver assunto dosi massicce di Prozac deglutito
con sorsi di Dom Perignon, che mi facevano comunque risalire alla mente, oltre le
bollicine, le origini francesi del Barolo (Vittorina Colbert de Maulévrier coniugata con il
marchese Carlo Tancredi Falletti diviene marchesa Falletti di Barolo e, chiedendo aiuto al
conte Louis Oudart – française, évidemment! – enologo del famoso conte Camillo Benso, ti crea il Barolo piaciuto subito a Carlo Alberto – che ne riceve tanto per assaggiarlo 325 botti da 500lt in regalo – ed a Vittorio Emanuele II), superata la crisi, dicevo, mi aspettava però il colpo finale.

Auchan_degustazione

Ed eccolo materializzarsi, il tracollo, nella buca delle lettere: volantino “la passione diventa
Vino 2011” di Auchan. Sfoglio. In copertina tre calici tre di rosso: e va beh, le
coincidenze esistono, su. Seconda pagina: tre livelli AIS riassunti in trenta righe,
comprensive di forme del calice, temperature di servizio e pure qualche consiglio
sull’alimentazione. E va beh numero due, per la promozione ci sta anche questo. Poi
qualche vino trascurabile… una barbera base di Braida… il classico Gattinara di
Travaglini… due etichette di Nino Negri… Poi? Barolo DOCG (!) Brandè 2007 a 6,99€,
Barolo Terre 2007 (che si fregia anche della menzione “Scelto per voi” di Auchan) a 8,99€,
Terredavino a 9,90€ e Marchesi di Barolo a 19,99€?

Auchan_calicibarolo

Pulisco gli occhiali, stropiccio gli occhi, rileggo. Mi siedo per non caracollare. Li strabuzzo
ancora. Niente. 6,99€ è e 6,99€ rimane. E anche gli altri prezzi. Dopo aver fatto il rapido
conto che con il valore di una boccia di Monfortino posso comprarne una trentina di quelle
all’Auchan, esco. Ci vediamo nel 2057 per la grande degustazione di Barolo Brandè 2007.
Ovviamente offro io.

Maurizio La Rocca

P.S. Ma in Veneto e Toscana sono più scaltri? Perché Amarone e Brunello non scendono,
rispettivamente, sotto i 12,99€ e gli 11,99€ (sempre sul citato depliant).

McMarchesi: Vivace, Adagio e Minuetto

Ah che fatica stare dietro a questi grandi chef! E quanta Alka-Seltzer ingurgitata per provare tutte le prelibatezze che preparano…

Facezie a parte, come avrete visto dalla foto, oggi la prova d’assaggio prevedeva un salto da MCDonald’s: eh già, proprio il fast-food più famoso del mondo. E neanche oggi per fortuna l’antiacido è servito (come l’altro ieri era scontato che non lo fosse).

Continua dunque l’operazione McItaly, lanciata già da tempo dalla grande catena d’oltreoceano in collaborazione con il Mipaaf, questa volta con un panino ed un dolce firmati nientepopodimenoche dal grande maestro della cucina italiana, Gualtiero Marchesi.

Senza perdermi nella prolissità dell’analisi sensoriale, vi dico subito che quello in questione è proprio un panino del Mc: si, proprio come lo sono il McChicken o il Cheeseburger. Solo che il Vivace (così è stato battezzato) ha un po’ di semini di girasole sul pane (il solito pane), una discreta senape all’interno, una striminzita fettina di bacon sotto e gli spinaci spadellati sopra la ciccia. E non ditemi che nessuno di voi ne ha mai assaggiato uno di McPanino (per me è stato il secondo).

Il Minuetto – il dolce pensato sempre insieme al nostro pluristellato – aveva invece un suo perché, con l’inserto di panettone bagnato di caffè e le mandorline tostate sopra. Buono.

E speriamo che anche questo possa risollevare le nostre patrie (tristi) sorti economiche.

Auguri McDonald’s Italia. Auguri Gualtiero.

Ah, dimenticavo: vi avverto che troverete il Vivace solo per una ventina di giorni ai banchi affollati di McDonald’s. Ma non vi preoccupate: se ve lo perderete, sarà seguito dall’Adagio di cui chissà se mai vi parlerò.

Maurizio La Rocca
foto iPhone M. La Rocca
 

P.S. Per Arcangelo: a quando un McDandini?

Ho mangiato bene ieri sera all’Arcangelo

E’ stata la mia prima volta all’Arcangelo.

Cominciamo con le liste.

Vini: Cataldi Madonna. Madonna che buono il pecorino Giulia 2010! Da berne a cisterne: grazie Luigi per avercelo portato, insieme ai due buoni compagni di viaggio, Cerasuolo e Malandrino.

Cibi: Arcangelo Dandini. L’oste ci ha sfamato con: filettini di baccalà, supplì-crocchetta-croccante con alice e colatura, crema di cicerchie e anguilla, cacio&pepe, baccalà con cime di rapa, pure di patate e riduzione di vino rosso, ostrica, bignè caramellato, cantucci.

Anzitutto l’atmosfera del locale un po’ d’antan non mi dispiace affatto. Sebbene io non abbia neanche raggiunto gli “anta” apprezzo il fascino di una sala che esprime con giusta eleganza il patronne e la sua cucina. Anche se uno spazio più ampio Arcangelo se lo merita di sicuro.

Attovagliati e apparecchiati apriamo il libro dell’Apocalisse ed iniziamo questa battaglia a suon di mascelle e forchette tra gli asseggiolati re del gusto ed il dio della cucina.

Tra chiacchere enosborone e nuove conoscenze (o vecchie che da virtuali prendono forma e corpo) si susseguono i piatti con ritmo incalzante e sicuro. Gli occhi giudicano, i denti frantumano, i palati assaporano, le menti elaborano, le penne scrivono, i tasti scricchiolano, le dita scorrono sui display come il vino scorre nei calici e fluisce a garganella sotto l’ugola di chi lo tracanna: l’informazione corre per l’etere, i dati vengono registrati in menti con memorie indelebili e su schede di memorie più volatili.

Vinti? Vincitori? Classifiche? Nessun dorma: aspettiamo con ansia il verdetto che sarà presto disponibile sempre sugli stessi schermi.

Intanto il giudizio degli organi del mio apparato digerente è stato sicuramente favorevole e l’anima ha goduto non solo dei sapori ma del convivio tutto, ed in particolare di Claudia, Sara Rosanna, Vanina, Daniele e Lorenzo che hanno sopportato e supportato più da vicino la mia presenza.

Grazie oste. Grazie Luigi. Grazie Vincenzo ed Alessandro (ed a Claudio per l’apparizione finale).

AGGIORNAMENTO Il reportage completo è online su Scattidigusto: Armageddon. La cena definitiva. Arcangelo lo vogliamo fritto

Maurizio La Rocca
foto iPhone M. La Rocca

Colazione da…?

Riflessioni, applausi ed assaggi ieri alla premiazione della guida Bar d’Italia del Gambero Rosso giunta alla sua 12a edizione.

Toccanti le parole di Andrea Illy che – illustrando il quadro economico del settore che non si trova certo, come gran parte dell’economia mondiale d’altronde, in un periodo di vacche grasse (basti pensare che il prezzo del caffè è raddoppiato nell’ultimo anno) – ha sottolineato come la qualità non abbia paura di uno scenario simile: infatti i locali che si rinnovano nella proposta, nel look, nella multifunzionalità risultano vincenti.

La premiazione condotta magistralmente e con verve dalla curatrice della guida Laura Mantovano è stata seguita dai consueti assaggi dai quali speriamo che sempre più esercenti prendano spunto per nuove idee da presentare nei propri locali.

Buon colazione a tutti. E buon caffè, buon pranzo, buon aperivo, buon brunch, buon happy hour, buon relax, buon dessert…

P.S. Per tutti i dettagli e l’elenco dei premiati cliccare qui

Bar d’Italia del Gambero Rosso 2012
1700 locali classici e innovativi
Gambero Rosso®
pp 352  – 10,00 euro

Maurizio La Rocca
foto iPhone M. La Rocca